Villa Tanit-Astarte - Pula

 

Dal IX secolo a.C. la Sardegna viene interessata dal fenomeno di colonizzazione del Mediterraneo ad opera dei punici. Collocata all'estremità del capo di Pula, troviamo i resti dell’antichissima città di Nora, uno dei primi punti di contatto tra i commercianti punici e gli antichi sardi.

Nora fu fondata oltre l’istmo che la collega alla terra ferma e, in qualità di centro amministrativo, religioso e commerciale, divenne una delle più importanti città della costa meridionale sarda. In ciò che rimane attualmente dell’antica Nora, in cima ad una piccola collina, si possono ammirare i resti del tempio di Tanit, Dea della vita, venerata dai fenici con il nome di Astarte, la cui invocazione, si narra, assicurasse benessere, concordia, feritilità e fecondità.

Tanit viene rappresentata con un triangolo combinato con un disco, quasi a voler simboleggiare la nascita del sole, il continuo susseguirsi del giorno e della notte, l’eternità legata alla natura celeste dell’astro.


Nella simbologia Fenicio/Punica il triangolo non si riduce solo ad una mera forma geometrica, ma si carica di misticità divenendo un simbolo intriso di molteplici significati e altrettanti misteri, legandosi per sempre alla storia di questo lembo di mediterraneo…


Memori della storia millenaria del luogo e delle simbologie che gli appartengono, il progetto vuole riportare alla luce la trascendentalità di un simbolo che nell'antichità connetteva la vastità del mondo degli Dei con il mondo terreno, e oggi viene riutilizzato come chiave essenziale di lettura del luogo a partire della scala territoriale fino ad arrivare a quella più urbana, più umana.


E’ alla scala urbana che si rimaterializza il triangolo e sarà proprio la configurazione triangolare del lotto stesso a plasmare e modellare una forma fatta di angoli e spigoli che si traducono in un equilibrio tra spazi accoglienti e respingenti. Il risultato è un’architettura dal carattere introverso che si chiude verso la strada con una cortina che funge quasi da barriera protettiva verso il mondo ed estroversa verso il cortile interno rafforzando la sfera intima di chi la vive, una “privatizzazione” che consolida il concetto di interiorità in quanto essenza della vita privata.


La villa si sviluppa su tre livelli, uno interrato e due fuori terra, collegati da una scala “prua” dell’edificio che si snoda seguendo la dinamicità angolare che caratterizza l’intero progetto. La disposizione stessa degli ambienti e la scansione delle bucature fortificano ulteriormente il concetto di introversione ed estroversione: vani tecnici e corridoi sono infatti addossati alla parete che dà sulla strada e quindi a nord, le stanze, al contrario, sono esposte a sud e si aprono sul cortile interno.

Il prospetto nord è caratterizzato da quadri di luce orizzontali che limitano le relazioni con l’esterno e allo stesso tempo garantiscono illuminazione per gli ambienti sui quali si aprono; diametralmente opposta è la concezione del prospetto a sud in quanto caratterizzato da ampie aperture finestrate che oltre all'illuminazione garantiscono la continuità non solo visiva ma anche fisica tra gli ambienti posti all'interno dell’abitazione e il cortile con il giardino che costeggia i restanti lati dell’edificio garantendo un alto grado di permeabilità tra spazi chiusi e spazi aperti.


L’intervento non si limita solo ad una gestione oculata degli spazi e dei rapporti con l’ambiente circostante ma mira alla ricerca di nuove soluzioni non solo architettoniche ma anche tecnologiche e costruttive riscontrabili raramente nel contesto edilizio sardo, contesto che storicamente propone manufatti realizzati dapprima con materiali presenti nel territorio sardo quali pietra e mattoni in terra cruda e successivamente laterizi, calcestruzzi e i loro derivati.


Il risultato di questa ricerca è stato lo sviluppo di un organismo edilizio realizzato con pannelli X-LAM, un materiale naturale come il legno che nel panorama sardo è assai raro nelle costruzioni residenziali e pertanto ancora in fase pionieristica e di sperimentazione. Il progetto ben si presta alla causa e apre le porte dell’isola all'innovazione e all'architettura sostenibile.

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